martedì 21 novembre 2017

Il potere del Radicamento

La nostra scuola di Kung Fu oggi vi introdurrà su un argomento molto importante nelle Arti Marziali, il Radicamento della posizione.

E' noto anche ai non praticanti lo stereotipo dell'esperto di Arti Marziali rappresentato come persona equilibrata, inamovibile, ben "radicata".

Senza addentrarci nell'aspetto psicologico portiamo l'attenzione sui concetti fisici di equilibrio e struttura.

Nell'HKB Wing Chun il radicamento è una parte molto importante nella crescita dello studente, sin dai primi allenamenti, all'allievo viene fatta studiare una posizione ben bilanciata e dimensionata rispetto alle proprie caratteristiche fisiche personali.

Lo studente proseguirà il proprio percorso imparando a trovare il punto in cui cade il suo baricentro, allineandovi il corpo e distribuendo il peso al 50% su entrambe le gambe.

Da questo momento l'allievo è pronto a lavorare sul  radicamento, una volta che il corpo è ben distribuito ed allineato si inizia a lavorare sul concetto di affondamento , i piedi saranno ben saldi e le ginocchia lasciate flessibili manterranno una posizione fisiologica corretta, man mano che il lavoro viene acquisito si passa ai concetti più profondi come il concetto del triangolo e delle pressioni, in modo tale lo studente focalizzi il suo intento e le sue energie nel mantenimento di una posizione che risulterà salda come una montagna.

Il requisito fondamentale del radicamento ottenuto è quello di assumere una posizione stabile, forte e bilanciata, la quale permetterà allo studente di poter eseguire dei movimenti veloci e potenti.

Il praticante HKB, una volta assimilato questo modo di radicarsi, avrà la capacità di sferrare colpi al massimo della propria potenza, senza correre il rischio di perdere il proprio equilibrio e restare in balia dell'avversario.





sabato 30 settembre 2017

Inizio Corsi

La nostra scuola di Kung Fu ha riaperto i corsi per la nuova stagione sportiva presso la nuova sede in Strada Altessano 61/A Torino.

Gli studenti potranno allenarsi in una sala d'allenamento di 400 mq dedicata alla pratica delle Arti Marziali.

Ora non vi resta fare altro che venirci a trovare...

Vi aspettiamo!!!




giovedì 7 settembre 2017

Open Day

La nostra scuola di Kung Fu è lieta di informarvi che in occasione della riapertura dei corsi per la stagione 2017/2018 presso il nuovo centro sportivo TKT in Strada Altessano 61/A Torino, ha organizzato un Open Day aperto a tutti coloro che vogliono conoscere l'HKB Wing Chun.


Giovedì 14 Settembre ore 20:30

In questa serata dedicata a tutti, praticanti di Arti Marziali e non, verrete introdotti alle conoscenze del nostro sistema, dalla meccanica dei movimenti ai principi base della difesa personale, dagli esercizi di condizionamento del corpo allo studio della gestione delle pressioni ricevute dall'avversario, il tutto in un ambiente sereno ed educato.

Oltre alla possibilità di assistere alla lezione, avrete la possibilità di praticare  con i nostri studenti prenotandovi telefonicamente o scrivendoci entro martedì 12 settembre.

Un evento da non perdere!!!!



giovedì 20 luglio 2017

Tradizione e Scienza

Oggi la nostra scuola di Kung Fu vi parlerà della meccanica utilizzata per sferrare i colpi nell'HKB e le teorie scientifiche che la supportano.


Nell'HKB applichiamo dei movimenti che la tradizione ci ha tramandato nel tempo e che sono fondamentali per una corretta esecuzione tecnica in termini fisiologici di efficienza.
Man mano che procedono nella pratica i nostri studenti imparano ad utilizzare la "Forza d'Impulso" ed a eseguire i due movimenti cardine del nostro sistema "Rotazione" e "Rivoluzione", senza i quali non è possibile avere la tridimensionalità del movimento e il “Rilascio di Energia” nell'impatto.





Se ci soffermiamo un attimo ad analizzare le linee guida dettate dagli antichi insegnamenti non possiamo non restare colpiti da come questi siano ancora tutt'oggi validi e scientificamente supportati!

Il movimento di “Rotazione” del polso nello sferrare i colpi è patrimonio comune in molti sistemi di combattimento, sia orientali che occidentali e viene utilizzato per aumentare la penetrazione del colpo sul bersaglio.

I movimento di “Rivoluzione” dell'HKB permette la tridimensionalità del colpo e contemporaneamente dà una copertura di protezione a chi lo esegue.
Questo movimento descrive una parabola che parte da chi esegue il colpo e va verso l'avversario.
Per analizzare il movimento di “Rivoluzione” dobbiamo prima considerare il tipo di meccanica che viene utilizzata per sferrare i colpi, per fare ciò andremo ad analizzare la “Forza d'Impulso” per poi tornare alla spiegazione del movimento.

Come già scritto in altri articoli, nell'HKB si utilizza una “Forza d'Impulso” per sferrare gli attacchi o le difese, il colpo non viene spinto da una catena cinetica che prendendo forza dal terreno sfocia nel punto di contatto, al contrario, la mano è completamente sconnessa dal resto del corpo e viene lanciata verso il bersaglio come un proiettile. Questa dinamica di movimento non richiede l'utilizzo di un grande numero di fasci muscolari, anzi, più la muscolatura è contratta più si riduce la forza d'impatto.
Il colpo viene lanciato come un proiettile e segue il suo percorso con tutta la muscolatura decontratta per andare ad impattare ed arrestarsi sul bersaglio. Questo conferisce al colpo un alto grado di energia che penetra all'interno del bersaglio (come accade con una scossa elettrica).

A conferma di quanto fin'ora esposto ci viene in aiuto la Fisica.

Se prendiamo la “Formula per Calcolare la Forza d'Impatto” notiamo che questa è determinata dall'unione di due Teoremi: "Teorema della Variazione di quantità di Moto di un corpo" ( M x V ) e "Teorema dell'Impulso della Forza" ( F x t ).
La formula finale della forza d'impatto esercitata da un corpo di massa M e velocità V che urta contro un ostacolo fisso fermandosi è: F = M x V/ t , dove t è la durata dell'impatto.
Da questa formula si evidenzia che più i fattori M e V sono grandi, più la forza d'impatto è grande, al contrario se l'urto avviene in tempi “t” grandi (l'oggetto che colpisce ci mette tanto a fermarsi) la forza d'impatto si riduce.

Tenendo conto come si forma la Forza d'Impatto risulterà più semplice capire come si sviluppa il movimento di “Rivoluzione”.
Come abbiamo detto sopra il colpo viene lanciato verso il bersaglio con una forza iniziale, lungo una traiettoria come se fosse un proiettile o una palla di cannone con la muscolatura interessata decontratta, quindi il suo percorso sarà una parabola.

Un moto parabolico detto “Moto del Proiettile”, è il moto di un corpo che partendo con una certa velocità iniziale ed un certo angolo di inclinazione rispetto all'orizzontale, percorre una traiettoria parabolica sotto l'azione della forza di gravità.

La definizione fisica è: “si tratta del moto di un corpo lungo una traiettoria parabolica e soggetto unicamente all'accelerazione di gravità”.

Per studiare il moto parabolico si devono considerare due moti separati, il “Moto Rettilineo Uniforme” lungo la linea orizzontale (a velocità costante per tutta la durata del moto) e il “Moto in Caduta Libera” o uniformemente accelerato diretto verso il basso lungo la linea verticale (formato dall'accelerazione di gravità).

Il Moto Parabolico è il risultato della composizione dei due moti e da origine alla “Traiettoria del Moto Parabolico” in relazione all'angolo di inclinazione che vi è tra la posizione di partenza e il bersaglio.





La “Traiettoria del Moto Parabolico” è ciò che noi chiamiamo movimento di “Rivoluzione” ed è fondamentale per una corretta ed efficiente esecuzione dei movimenti HKB.

In ultimo tengo a considerare il principio di “Rilascio di Energia”, per molti questo concetto appare astratto o alquanto curioso, nella nostra scuola si lavora molto sulla capacità di saper rilasciare energia nel momento dell'impatto di un colpo.
Anche qui faccio uso della fisica per dare fondamento e veridicità del nostro lavoro.

L'energia di un corpo che colpisce è espressa dalla seguente formula: EC = ½ M x V2 e viene misurata in Joule.

Ad esempio sulle scatole delle pistole giocattolo il valore riportato del pallino che esce è generalmente 1 Joule.

Utilizzando la meccanica dell'impulso e i movimenti di rivoluzione e rotazione descritti, lavoriamo in modo tale da aumentare i fattori da sviluppare un maggiore rilascio di energia nei colpi.

Da quanto sopra esposto si evidenzia come i concetti fondamentali della nostra scuola, seppur dettati da una tradizione centenaria, abbiano un riscontro altamente scientifico che garantiscono un alto standard di qualità del sistema che insegniamo.




lunedì 15 maggio 2017

martedì 25 aprile 2017

Il segreto del Wing Chun

Nelle Arti Marziali nulla è dato al caso, ogni gesto, posizione o respiro è il risultato di uno studio ininterrotto da centinaia di anni.





La pratica costante è l'unico segreto ed il mezzo per raggiungere l'eccellenza!!

                  

Il Black Flag Wing Chun conserva una delle più antiche tradizioni marziali, pronta ad essere insegnata a chi ha la tenacia di seguirne gli insegnamenti...







Il Black Flag Wing Chun non è soltanto un sistema di combattimento ma uno stile di vita!!










sabato 28 gennaio 2017

Siete pronti a trasformare corpo e mente?

Oggi la nostra scuola di Kung Fu vi propone una riflessione su come il Black Flag Wing Chun possa cambiare il fisico e la mente di un praticante.

Tenendo conto che ogni Arte Marziale ha le proprie caratteristiche e sfrutta il corpo in modo consono ai propri principi, in questo articolo analizzeremo i benefici che il nostro sistema può dare ai suoi praticanti.

Nel Black Flag Wing Chun già dalla prima lezione lo studente apprende le tecniche di combattimento che richiedono una specifica meccanica di movimento e a sua insaputa inizia a muovere i primi passi verso quella che sarà la sua trasformazione a livello fisico e mentale.

Per trasformazione non intendo nulla di esoterico e neppure quei grossi cambiamenti muscolari che l'uso di pesi e bilancieri possono donare con il loro uso.
Anzi tengo a sottolineare che nel Black Flag una grande massa muscolare non è sinonimo di potenza.

Il titolo " Siete pronti a trasformare corpo e mente?" non è uno slogan!

Quando uno studente inizia a praticare in una nostra scuola allena delle tecniche marziali che si basano sui seguenti concetti Corpo Mente ed Energia.

Corpo perchè tramite le tecniche marziali lo studente esegue dei movimento fisici che vanno a sollecitare muscoli, tendini e ossa.
Mente perchè lo studente durante gli allenamenti delle forme e con i compagni lavora sul proprio intento e le proprie emozioni.
Energia intesa come forza vitale, il respiro.

Mediante gli allenamenti lo studente diventa più consapevole del proprio corpo, si esercita al controllo dei muscoli mantenendoli rilassati per eseguire movimenti che sfruttano la forza tendinea, egli concentra il controllo sugli arti per renderli duri dentro e morbidi fuori, controllerà i tendini delle braccia e delle gambe, renderà il corpo rilassato e ugualmente stabile.
Dietro ogni movimento vi sarà l'intento che lo guida, in modo da essere presenti in ogni parte del corpo, le emozioni verranno tenute sotto controllo mediante la messa in pratica dei concetti cardine del sistema.
Il ciclo di inspirazione ed espirazione sarà tenuto separato dalle azioni e dalle emozioni.

La capacità di eseguire tutti questi concetti dona allo studente dei benefici che si traducono nella capacità di trasferire potenza nei colpi frustati (Pulse Power) e di riuscire a restare calmi vivendo ogni situazione in modo distaccato senza farsi travolgere dagli eventi.

Questa trasformazione richiede costanza e perseveranza, chi è pronto alla sfida?