sabato 17 febbraio 2018

La forma Sam Chian Po

La Sam Chian Po è la forma cardine del HKB Wing Chun, essa viene insegnata presto come base ma è anche il cuore del sistema, è con questa forma che lo studente inizia e termina il viaggio nell'apprendimento dell'intero sistema, non ha applicazioni marziali ma è lo strumento con il quale si ottiene il Detachment.

Praticare la Sam Chian Po significa assumere una posizione in cui tutto il corpo è coinvolto, il corpo non inteso soltanto quello fisco ma i diversi strati di cui siamo composti (fisico-mentale-emotivo), per questo tutto il nostro essere è completamente chiamato in causa.

Praticare Sam Chian Po ci consente di entrare in connessione con noi stessi, la parte più nascosta e a volte vulnerabile.

Praticare Sam Chian Po significa mettere in gioco se stessi mediante sforzi non solo fisici ma anche mentali ed emozionali, non è così scontato saper mantenere le posizioni ed eseguire movimenti lenti con tutte le tensioni corrette, a volte sembra di non riuscire a respirare. Mantenere le posizioni basse e le gambe salde richiede forza e tenacia.
Mantenendo la colonna vertebrale dritta, gli arti superiori vengono allungati rinforzando tendini ed articolazioni senza perdere la capacità di mantenere la loro posizione nonostante il dolore che si accusa nelle parti più reticenti all'allungamento, tutto questo mantenendo una respirazione profonda e naturale.

Durante la pratica della Sam Chian Po è importante mantenersi focalizzati su un punto per raggiungere la massima concentrazione. Questo permette al praticante di ascoltare con profondità le sensazioni e le emozioni che le posizioni fanno affiorare, svuotando la mente da tutti i pensieri se non quelli inerenti alla pratica.

Con la pratica di Sam Chian Po il corpo si rafforza, le emozioni si quietano e lo spirito si eleva.

Non a caso Sam Chian Po significa "Tre passi della Battaglia".








venerdì 5 gennaio 2018

Perchè praticare un'Arte Marziale?

Oggi la nostra scuola di Kung Fu tratterà un argomento fondamentale per il mondo delle Arti Marziali.

Partiamo da lontano... 
Le Arti Marziali sono nate insieme all'uomo, inizialmente con la capacità di brandire un oggetto ed usarlo contro altri individui per proteggere il proprio cibo, il proprio gruppo (o famiglia), il proprio territorio ecc..
Man mano nei millenni le capacità marziali si sono sempre più raffinate, da oggetti recuperati in natura si è passati alla fabbricazione di armi pregiate (es. in Giappone la Katana) per poi arrivare alle sofisticate armi tecnologiche dei nostri tempi. In relazione all'evoluzione delle armi si sono evoluti anche i vari sistemi di combattimento, dalle falangi romane alla guerriglia degli indiani d'America ecc..
Ogni Continente ed ogni popolo aveva il proprio modo di combattere, sia in battaglia che nella vita quotidiana.
Successivamente con l'invenzione delle armi da fuoco i metodi di combattimento utilizzati fino a quel momento risultarono inadeguati e pian piano vennero abbandonati sia sui campi di battaglia che in contesti civili.

Al giorno d'oggi le Arti Marziali non rivestono più un ruolo importante nella vita quotidiana delle persone, viviamo in contesti sociali abbastanza sicuri, le leggi proibiscono di portare con se delle armi e le nuove generazioni sono sempre meno propense ad usare la violenza, tranne sporadici casi.

A questo punto vi starete chiedendo perchè una persona qualsiasi dovrebbe iniziare a praticare un'Arte Marziale?

La risposta è semplice, le Arti Marziali si sono evolute, non vi è nulla che come le Arti Marziali permetta uno sviluppo fisico, psichico e spirituale completo.

Nella nostra quotidianità non tutti subiscono un'aggressione, invece ci si scontra tutti con un avversario molto pericoloso, lo "stress", questo avversario non è tangibile, non si riesce ad afferrare  eppure i suoi danni sono devastanti quanto un'aggressione.
Sul piano fisico spesso il nostro corpo viene trascurato, messo in secondo piano come se non fosse importante, usiamo l'ascensore, ci muoviamo in automobile, non curiamo l'alimentazione...
Non siamo più abituati ad avere dei valori, a difendere i nostri ideali, ad essere noi stessi!

Praticare un'Arte Marziale pone il praticante al centro di se stesso, lo mette a fuoco, lo centra con la propria personalità.

L'arte Marziale non è un mero tirare calci e pugni al prossimo, è scoprire se stessi, scoprire le proprie potenzialità, è imparare a raggiungere i propri obiettivi, essere in pace con se stessi e con tutto ciò che ci circonda.

Praticare un'arte marziale significa prendersi cura del proprio corpo, allenarsi regolarmente ed ottenere dei benefici sotto il profilo della forma fisica e della salute. 

Con la pratica delle Arti Marziali si è in grado di difendere se stessi e i propri cari in caso di necessità.

Praticando un'Arte Marziale resteremo integri sui nostri valori e non avremo timore di essere noi stessi anche se gli altri non condividono il nostro pensiero.

Consiglio a tutti di praticare un'Arte Marziale perchè rende pieni di energia positiva, dona un grande benessere fisico, accresce la sicurezza in se stessi e dona saggezza.









martedì 21 novembre 2017

Il potere del Radicamento

La nostra scuola di Kung Fu oggi vi introdurrà su un argomento molto importante nelle Arti Marziali, il Radicamento della posizione.

E' noto anche ai non praticanti lo stereotipo dell'esperto di Arti Marziali rappresentato come persona equilibrata, inamovibile, ben "radicata".

Senza addentrarci nell'aspetto psicologico portiamo l'attenzione sui concetti fisici di equilibrio e struttura.

Nell'HKB Wing Chun il radicamento è una parte molto importante nella crescita dello studente, sin dai primi allenamenti, all'allievo viene fatta studiare una posizione ben bilanciata e dimensionata rispetto alle proprie caratteristiche fisiche personali.

Lo studente proseguirà il proprio percorso imparando a trovare il punto in cui cade il suo baricentro, allineandovi il corpo e distribuendo il peso al 50% su entrambe le gambe.

Da questo momento l'allievo è pronto a lavorare sul  radicamento, una volta che il corpo è ben distribuito ed allineato si inizia a lavorare sul concetto di affondamento , i piedi saranno ben saldi e le ginocchia lasciate flessibili manterranno una posizione fisiologica corretta, man mano che il lavoro viene acquisito si passa ai concetti più profondi come il concetto del triangolo e delle pressioni, in modo tale lo studente focalizzi il suo intento e le sue energie nel mantenimento di una posizione che risulterà salda come una montagna.

Il requisito fondamentale del radicamento ottenuto è quello di assumere una posizione stabile, forte e bilanciata, la quale permetterà allo studente di poter eseguire dei movimenti veloci e potenti.

Il praticante HKB, una volta assimilato questo modo di radicarsi, avrà la capacità di sferrare colpi al massimo della propria potenza, senza correre il rischio di perdere il proprio equilibrio e restare in balia dell'avversario.





sabato 30 settembre 2017

Inizio Corsi

La nostra scuola di Kung Fu ha riaperto i corsi per la nuova stagione sportiva presso la nuova sede in Strada Altessano 61/A Torino.

Gli studenti potranno allenarsi in una sala d'allenamento di 400 mq dedicata alla pratica delle Arti Marziali.

Ora non vi resta fare altro che venirci a trovare...

Vi aspettiamo!!!




giovedì 7 settembre 2017

Open Day

La nostra scuola di Kung Fu è lieta di informarvi che in occasione della riapertura dei corsi per la stagione 2017/2018 presso il nuovo centro sportivo TKT in Strada Altessano 61/A Torino, ha organizzato un Open Day aperto a tutti coloro che vogliono conoscere l'HKB Wing Chun.


Giovedì 14 Settembre ore 20:30

In questa serata dedicata a tutti, praticanti di Arti Marziali e non, verrete introdotti alle conoscenze del nostro sistema, dalla meccanica dei movimenti ai principi base della difesa personale, dagli esercizi di condizionamento del corpo allo studio della gestione delle pressioni ricevute dall'avversario, il tutto in un ambiente sereno ed educato.

Oltre alla possibilità di assistere alla lezione, avrete la possibilità di praticare  con i nostri studenti prenotandovi telefonicamente o scrivendoci entro martedì 12 settembre.

Un evento da non perdere!!!!



giovedì 20 luglio 2017

Tradizione e Scienza

Oggi la nostra scuola di Kung Fu vi parlerà della meccanica utilizzata per sferrare i colpi nell'HKB e le teorie scientifiche che la supportano.


Nell'HKB applichiamo dei movimenti che la tradizione ci ha tramandato nel tempo e che sono fondamentali per una corretta esecuzione tecnica in termini fisiologici di efficienza.
Man mano che procedono nella pratica i nostri studenti imparano ad utilizzare la "Forza d'Impulso" ed a eseguire i due movimenti cardine del nostro sistema "Rotazione" e "Rivoluzione", senza i quali non è possibile avere la tridimensionalità del movimento e il “Rilascio di Energia” nell'impatto.





Se ci soffermiamo un attimo ad analizzare le linee guida dettate dagli antichi insegnamenti non possiamo non restare colpiti da come questi siano ancora tutt'oggi validi e scientificamente supportati!

Il movimento di “Rotazione” del polso nello sferrare i colpi è patrimonio comune in molti sistemi di combattimento, sia orientali che occidentali e viene utilizzato per aumentare la penetrazione del colpo sul bersaglio.

I movimento di “Rivoluzione” dell'HKB permette la tridimensionalità del colpo e contemporaneamente dà una copertura di protezione a chi lo esegue.
Questo movimento descrive una parabola che parte da chi esegue il colpo e va verso l'avversario.
Per analizzare il movimento di “Rivoluzione” dobbiamo prima considerare il tipo di meccanica che viene utilizzata per sferrare i colpi, per fare ciò andremo ad analizzare la “Forza d'Impulso” per poi tornare alla spiegazione del movimento.

Come già scritto in altri articoli, nell'HKB si utilizza una “Forza d'Impulso” per sferrare gli attacchi o le difese, il colpo non viene spinto da una catena cinetica che prendendo forza dal terreno sfocia nel punto di contatto, al contrario, la mano è completamente sconnessa dal resto del corpo e viene lanciata verso il bersaglio come un proiettile. Questa dinamica di movimento non richiede l'utilizzo di un grande numero di fasci muscolari, anzi, più la muscolatura è contratta più si riduce la forza d'impatto.
Il colpo viene lanciato come un proiettile e segue il suo percorso con tutta la muscolatura decontratta per andare ad impattare ed arrestarsi sul bersaglio. Questo conferisce al colpo un alto grado di energia che penetra all'interno del bersaglio (come accade con una scossa elettrica).

A conferma di quanto fin'ora esposto ci viene in aiuto la Fisica.

Se prendiamo la “Formula per Calcolare la Forza d'Impatto” notiamo che questa è determinata dall'unione di due Teoremi: "Teorema della Variazione di quantità di Moto di un corpo" ( M x V ) e "Teorema dell'Impulso della Forza" ( F x t ).
La formula finale della forza d'impatto esercitata da un corpo di massa M e velocità V che urta contro un ostacolo fisso fermandosi è: F = M x V/ t , dove t è la durata dell'impatto.
Da questa formula si evidenzia che più i fattori M e V sono grandi, più la forza d'impatto è grande, al contrario se l'urto avviene in tempi “t” grandi (l'oggetto che colpisce ci mette tanto a fermarsi) la forza d'impatto si riduce.

Tenendo conto come si forma la Forza d'Impatto risulterà più semplice capire come si sviluppa il movimento di “Rivoluzione”.
Come abbiamo detto sopra il colpo viene lanciato verso il bersaglio con una forza iniziale, lungo una traiettoria come se fosse un proiettile o una palla di cannone con la muscolatura interessata decontratta, quindi il suo percorso sarà una parabola.

Un moto parabolico detto “Moto del Proiettile”, è il moto di un corpo che partendo con una certa velocità iniziale ed un certo angolo di inclinazione rispetto all'orizzontale, percorre una traiettoria parabolica sotto l'azione della forza di gravità.

La definizione fisica è: “si tratta del moto di un corpo lungo una traiettoria parabolica e soggetto unicamente all'accelerazione di gravità”.

Per studiare il moto parabolico si devono considerare due moti separati, il “Moto Rettilineo Uniforme” lungo la linea orizzontale (a velocità costante per tutta la durata del moto) e il “Moto in Caduta Libera” o uniformemente accelerato diretto verso il basso lungo la linea verticale (formato dall'accelerazione di gravità).

Il Moto Parabolico è il risultato della composizione dei due moti e da origine alla “Traiettoria del Moto Parabolico” in relazione all'angolo di inclinazione che vi è tra la posizione di partenza e il bersaglio.





La “Traiettoria del Moto Parabolico” è ciò che noi chiamiamo movimento di “Rivoluzione” ed è fondamentale per una corretta ed efficiente esecuzione dei movimenti HKB.

In ultimo tengo a considerare il principio di “Rilascio di Energia”, per molti questo concetto appare astratto o alquanto curioso, nella nostra scuola si lavora molto sulla capacità di saper rilasciare energia nel momento dell'impatto di un colpo.
Anche qui faccio uso della fisica per dare fondamento e veridicità del nostro lavoro.

L'energia di un corpo che colpisce è espressa dalla seguente formula: EC = ½ M x V2 e viene misurata in Joule.

Ad esempio sulle scatole delle pistole giocattolo il valore riportato del pallino che esce è generalmente 1 Joule.

Utilizzando la meccanica dell'impulso e i movimenti di rivoluzione e rotazione descritti, lavoriamo in modo tale da aumentare i fattori da sviluppare un maggiore rilascio di energia nei colpi.

Da quanto sopra esposto si evidenzia come i concetti fondamentali della nostra scuola, seppur dettati da una tradizione centenaria, abbiano un riscontro altamente scientifico che garantiscono un alto standard di qualità del sistema che insegniamo.




lunedì 15 maggio 2017